Il Programma

Sabato 30 settembre

10:00 > 11:00

INAUGURAZIONE

Apertura mostre e performance di MDA Produzioni Danza:

Il mito di Apollo e Dafne è la storia di un amore mai realizzato.
Apollo, nel vedere la bellissima Dafne, se ne innamora, ma la fanciulla, nel vedere il dio, fugge ed egli la invoca…

Ninfa penea, férmati, ti prego: non t’insegue un nemico;
férmati! Così davanti al lupo l’agnella, al leone la cerva,
all’aquila le colombe fuggono in un turbinio d’ali,
così tutte davanti al nemico; ma io t’inseguo per amore!
Ahimè, che tu non cada distesa, che i rovi non ti graffino
le gambe indifese, ch’io non sia causa del tuo male!

Questo il mito, narrato da Ovidio .

Quando ormai sta per essere ghermita, Dafne, esausta, rivolge una preghiera al padre, affinché la sua forma, causa di tanto tormento, sia tramutata in qualcos’altro. In pochi istanti la giovinetta si irrigidisce, i piedi divengono radici, le braccia rami, il corpo si ricopre di una ruvida scorza: si sta trasformando in un albero di alloro . Apollo la raggiunge, ma è troppo tardi; riesce appena a rubarle un bacio, prima che anche la sua bocca sia ricoperta dalla corteccia.

Una corsa, un inseguimento, una attrazione e un rifiuto. Non si sceglie di amare e chi amare.
Nella corsa il paesaggio sfugge, tutto è sfondo e si trasfigura, le forme sono macchie di colore, la messa a fuoco è solo un artificio della mente che ricostruisce frammenti di memoria, ricomposti e incollati dal sentimento

11:30 – 12:30

SALA CENTO PASSI


tessutitoniu

Tessuti Toniù è una storia di fruscii, ritagli, scampoli. È una trama che si dipana lungo l’ampio arco di vita di una donna, Antonia, il cui percorso copre un secolo intero. È un racconto a fior di pelle – scritto con occhi di una figlia che guarda sua madre – che, sulla pelle, nella sua fitta tessitura, scova le tracce di dolori, amori, ferite e successi di un’esistenza intera. Ma è anche una storia che passa per un catalogo di piccoli tesori, quelli
provenienti dal negozio di tessuti di Antonia, Tessuti Toniù, traguardo professionale perseguito e difeso con l’ostinazione di una donna imprenditrice nel dopoguerra del sud-Italia e confine in cui si consumano riti, vezzi e conquiste di un’identità femminile in trasformazione.
La trama di questo libro si compone di ritagli tratti dalle riviste d’epoca: è un piccolo catalogo dei cliché e dei condizionamenti ideologici a cui le donne sono state esposte a partire dal secondo dopoguerra e che ne hanno orientato l’identità. La trama di questo libro è l’inventario di una vita di lavoro, preghiere, cartamodelli da ricopiare, figli da crescere, memorie da conservare, vissuta al ritmo del pedale di una Singer. La trama di questo libro è un modo di tenere insieme le contraddizioni del femminile nella cornice di un unico ritratto. (Irene Alison)

Descrizione del libro
Tessuti Toniù, libro fotografico di Francesca Semerano,
self-published nel luglio 2016.
Direttrice artistica Irene Alison per DER*LAB.
Prima edizione di 150 copie, firmate e numerate.
Rilegato a mano; copertina cartonata. Formato 17x 23,5 cm. Pagine 128.
Prezzo Euro 38,00

Riconoscimenti 2017
short list di Kassel,
selezionato dal Premio Marco Bastianelli
selezionato da memories/no memories
selezionato da Cortona On The Move

12.30 – 13.30

SALA CENTO PASSI

TOUCH5

È avvenuto.  Avverrà ancora? Avviene ora? L’oscurità esiste anche oggi? Viviamo tutti in una zona grigia? Impediremo che accada di nuovo? Da più di 10 anni migliaia di giovani salgono sul Treno della Memoria per andare a vedere e toccare i luoghi dell’orrore, i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Non è una gita scolastica obbligata ma una sorta di pellegrinaggio laico, la possibilità di respirare e muoversi in uno spazio nuovo di conoscenza e coscienza pieno di domande angoscianti e senza risposte rassicuranti.
La memoria ha valore se si ripercuote nel nostro esserci di tutti i giorni, se diventa eredità fisica, morale e spirituale, compito da assolvere e cammino da continuare, se diventa – mantenendo sveglio il senso della responsabilità individuale – un antidoto al sonno della coscienza collettiva e una maniera di uscire dalla zona grigia dove non si sceglie, dove si travestono le paure e l’incapacità di pensare ed agire.
Ogni ragazza e ragazzo del Treno della Memoria ha ricordato, nel suo viaggio, un coetaneo diventato cenere e fumo del buco nero dei lager nazisti in terra polacca, scrivendone il nome su una garza di cotone, scegliendolo come amico da tenere vicino e non dimenticare.
Con TOUCH è possibile il miracolo di far ritornare la luce sui visi delle vittime con una carezza.
TOUCH è un primo passo della conoscenza, è corresponsabilità, una promessa e l’impegno di non essere più, la prossima volta, tra quelli che guarderanno da un’altra parte.
TOUCH è un ponte che, con un tocco, mette in comunicazione Storia, emozioni e persone mediando tra l’esperienza e la forma tradizionale del libro e l’interattività dei molti devices che i nostri ragazzi tengono in mano quotidianamente.
E, nel mare dei divieti che tengono ormai prigioniero il mondo artistico, TOUCH è un’arte che si può e si deve toccare, esperienza dei sensi ed eredità fisica.
TOUCH è una declinazione del ricordare e il tentativo di ri-costruire una comunità culturale in grado di vedere e non solo guardare, vogliosa di conoscere e capace di capire.

È sicuro: dobbiamo ricordare. Ma cosa? E come? È indispensabile, che l’esperienza della Memoria sia un inizio di un nuovo percorso di una responsabilità e cittadinanza attive. Dobbiamo definire la qualità dei nostri ricordi e la nostra capacità di trasmettere la memoria alle future generazioni senza delegare al Web, ai nostri musei, alle pietre il compito di ricordare per noi. Le giovani generazioni vivono un presente astratto: è necessario aiutarle a diventare consapevoli, a rendere concreto il significato della Memoria creando un legame emotivo ed empatico tra chi ricorda e le cose e le persone ricordate.
Il progetto TOUCH è un modo di guardare al futuro attraverso il passato, l’idea che la memoria può essere una sorta di antidoto al rischio che la storia possa ripresentarsi con i suoi peggiori fantasmi.
– TOUCH cerca consapevolezza, chiede responsabilità e interazione sulla qualità della memoria. Vuole coinvolgere la sfera delle emozioni per creare un terreno fertile per un profondo radicamento della Memoria e sfruttare l’opportunità di comprendere le lezioni della storia.
TOUCH non è una declinazione della possibilità di ricordare, piuttosto un continuo interrogarsi sulla necessità di farlo e di come farlo.
TOUCH cerca di ri-costruire una comunità culturale in grado di vedere e non solo guardare, con la volontà e il desiderio di conoscere e di capire. Tuttavia rende metaforicamente possibile un piccolo miracolo: possiamo resuscitare le parole e le persone, dando loro la luce, dando loro la vita.

13:30 – 15.30

PAUSA PRANZO

15.30 – 16.30

SALA CENTO PASSI

limine_cover

Sette fotografi che hanno intrapreso un viaggio intorno all’idea di margine, scegliendo come luogo d’incontro Roma e il suo territorio e lavorando
insieme a un unico progetto: LìMINE. Guida ai limiti di una città, a cura di Massimo Siragusa. La sensibilità e la visione di ognuno di loro si sono
confrontate con l’idea di limite, non inteso solo come confine di spazio, né soltanto come misura di tempo, ma come dimensione altra, multiforme e mutevole. Dalle cinte murarie di Roma alle piccole frazioni, dalle spiagge silenziose agli appezzamenti di terreno, dai quartieri popolari al “drizzagno del Tevere”, fino al Monte Terminillo, il loro percorso si è mosso in continuo dialogo tra piani e punti di vista diversi su Roma e sui dintorni della Capitale, in una dimensione corale che tende a sottolineare le similitudini piuttosto che a rimarcare le differenze. Il progetto è adesso diventato un libro, LìMINE. Guida ai limiti di una città (disponibile su www.dollseyereflex.org/shop) a cura di Doll’s Eye Reflex Laboratory – con una postfazione di Francesco Pacifico – una guida poco turistica e molto evocativa, che descrive e reinventa una città dai confini sfumati come quelli di un’idea, di un ricordo, di una sensazione. Periferia e centro, terra e mare, bellezza e degrado si toccano e si confondono, e nuove topografie si sovrappongono ad antiche mappe, costringendoci a riorientare la nostra visione.

Limine, Guida ai limiti di una città
128 pp. 30 euro, settembre 2017
Un progetto cura di Massimo Siragusa
Fotografie di Daniele Cametti Aspri, Paolo Fusco, Vincenzo Labellarte, Gabriele Lungarella, Michele Miele, Mauro Quirini, Michele Vittori

16.30 – 17.30

SALA CENTO PASSI

belgradocittabianca

“Nel mese di Gennaio 2017 circa 2000 rifugiati, fermi sulla rotta balcanica, vivono negli edifici abbandonati della vecchia stazione ferroviaria di Belgrado. A questo enorme campo informale il governo serbo nega qualsiasi assistenza. I rifugiati in viaggio da Afghanistan, Pakistan e Iraq sognano la Germania la Francia o la Norvegia. L’ultima frontiera d’Europa sotto la neve”.

Belgrado città bianca è il mio diario di viaggio a Belgrado durante l’inverno del 2017. La divisione in tre capitoli che ho scelto mi ha permesso di organizzare visivamente i piani in cui mi è sembrato di poter leggere la città. Ero a Belgrado per fotografare il grande campo informale dietro la stazione con i migranti fermi sulla rotta balcanica. Le immagini della fila per il cibo sotto la neve e i grandi edifici abbandonati hanno ricordato a tutto il mondo l’Europa della seconda guerra mondiale e quella dei campi di prigionia. A questa lettura che era già doppia si è aggiunta quella della città con le strade svuotate dal freddo, e quella della memoria della guerra dei Balcani, ad eco delle immagini TV di quando ero bambina. Mi è sembrato così, che sotto il silenzio di un posto a meno venti gradi, spostato per anni in un altrove lontanissimo dalla storia e dalla geografia di confine, la guerra non fosse mai finita. Muovendomi avanti e indietro tra il presente, il passato e il paesaggio urbano ho cercato di raccogliere immagini che fossero allo stesso tempo narrative ed evocative.

Alberta Aureli, fotografa e videomaker freelance, concentra negli ultimi anni il suo lavoro su temi di ricerca sociale. Attualmente è impegnata in due progetti a lungo termine, uno sulla Comunità di Hare Krishna in Italia e l’altro sulle frontiere europee. Le sue fotografie sono state pubblicate da Internazionale, Repubblica, Redattore Sociale, Open Migration.

17.30 – 19.00

SALA CENTO PASSI

Emiliano Mancuso
Nasce a Roma nel 1971, dove vive. Ha iniziato tardi a pensare alla fotografia come mezzo espressivo per documentare la realtà. Laureato in Filosofia nel 1997, specializzato in Estetica, era interessato all’immagine soltanto come problema filosofico. Lasciati gli studi postuniversitari, ha iniziato a lavorare collaborando con le più importanti testate nazionali ed internazionali: National Geographic, The New York Times, Newsweek, Time, L’Espresso, etc. Dal 2009 è membro dell’Agenzia Contrasto. Nel 2011 pubblica il libro Stato d’Italia e vince il Picture of the Year. Nel 2014 ha terminato il suo primo lungometraggio documentario “Il Diario di Felix”. Dal 2011 coordina e insegna al Master in Fotogiornalismo Contemporaneo a Officine Fotografiche Roma.

15.00 – 17.00

SALA PORTFOLIO

Letture Portfolio gratuite con esperti e professionisti di fotografia: Irene Alison, Claudio Corrivetti, Mario Peliti, Mario Beltrambini e Sauro Errichiello, Carlo Gallerati.

Solo su appuntamento. Per prenotarsi: castelnuovofotografia@gmail.com

Domenica 1 ottobre

10:00

APERTURA MOSTRE

10:30 > 13:00

PIAZZA VITTORIO VENETO

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Box 21 – Ritratti in Piazza ha avuto luogo già in due precedenti edizioni del Festival di Castelnuovo Fotografia. Come è noto, il progetto prevede la partecipazione attiva dei residenti del Comune che si lasciano ritrarre dai fotografi dell’associazione Camera 21. In questa edizione saranno quindi i fotografi africani, siriani, afgani, ospiti del CARA (Centro Accoglienza per i Richiedenti Asilo) a ritrarre i cittadini, confermando la vocazione alla reciprocità degli sguardi dei precedenti progetti di Camera21, reciprocità necessaria nella narrazione della realtà complessa in cui viviamo. Il laboratorio è realizzato in collaborazione con Comune di Castelnuovo di Porto, la Prefettura di Roma e la Cooperativa Auxilium.

11.00-12.15

SALA CENTO PASSI

Nel quinto incontro di OSSERVATORIO PERMANENTE SUL PAESAGGIO si parlerà della dimensione esistenziale del paesaggio nella sua forma interiore attraverso immagini e testi che documentano la memoria e le trasformazioni del territorio italiano anche in senso antropologico.

Introduce Elisabetta Portoghese, Direttrice artistica del festival; Michela Becchis, docente, storica e critica d’arte e fotografia e lo psicoterapeuta Nanni di Cesare, ideatore del gruppo di studio Paesaggi.

12.15-13:00

SALA CENTO PASSI

emergingtalents

Emerging Talents è un progetto realizzato dall’Associazione Culturale PhotoTales, fondata a Roma da Sarah Carlet e Arianna Catania.

13:30 – 15.30

PAUSA PRANZO

15.30 – 16.30

SALA CENTO PASSI

Cover

Il concetto di Nekyia ha due significati: Il primo indica il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette con il proprio sé ferito. Il secondo si riferisce all’antico rituale Greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che sarebbe stato il futuro.
Questo libro è la storia di entrambe queste Nekyia. In esso, utilizzando il fiume Acheronte come guida per mio viaggio attraverso l’Epirio, il mio obiettivo è quello di creare una prospettiva metaforica e allegorica sulla Grecia contemporanea, creando un parallelismo fra il patrimonio mitologico della regione con l’attuale situazione politico-economica.

16.30 – 17.00

SALA CENTO PASSI

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Oniriche, macabre e tragicomiche, le dieci tavole di Apocalypse’s Tales diventano una fanzine. Quarantaquattro pagine edite da Fugazine e Monkeyphoto in cui i collage analogici e post-surrealisti realizzati da Francesco Viscuso si intrecciano e dialogano con immagini d’archivio.

Pittura antica, fotografia naturalistica e reportage storico si ricompongono in una serrata trama, orchestrando la visionaria favola di disvelamento di un caos squisitamente attuale.

17.00 – 18.00

SALA CENTO PASSI

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Una rivista che si chiama semplicemente “il Reportage”. Trimestrale. Nasce dall’esigenza di riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo – spesso a cavallo con la letteratura – un po’ dimenticata o sacrificata nei giornali di oggi. Il reportage ha avuto anni ruggenti (vi si sono dedicate le principali firme dei giornali e grandi scrittori, basti ricordare i nostri Buzzati e Parise, oppure Hemingway e Garcia Marquez) ma quegli anni sembrano purtroppo lontani. In un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti c’è nuovamente bisogno di raccontare la storia in presa diretta.

Un reportage non è un vero reportage se non è affiancato da grandi foto. L’esempio che fu di Epoca e dell’Illustrazione italiana parla chiaro. La nostra rivista intende dare spazio ai principali fotoreporter italiani e stranieri che spesso vedono scarsamente considerato il loro lavoro. È per questo che scrittori, giornalisti e fotografi hanno qui pari dignità. Il loro punto di vista è affiancato, non sovrapposto: le fotografie non illustrano i pezzi, ma stabiliscono un secondo sguardo, così come i pezzi non “descrivono” le foto. “Il Reportage” ha una concezione del reportage particolarmente flessibile. Non c’è uno stile identitario, non ci sono temi privilegiati se non per le situazioni emblematiche che raccontano. Il reportage può essere un’inchiesta, un’intervista, un viaggio “letterario”, un diario. Ampio spazio è riservato al fotoreportage, dove sono le sole immagini a raccontare una storia. Talvolta ne basta una soltanto, come nella rubrica “la foto vintage”, che chiude la rivista. Il racconto finale consente anche di mantenere un contatto con la narrativa
d’immaginazione.

“Il Reportage” ha all’attivo l’organizzazione di due concorsi con cadenza biennale: il “Premio giornalistico il Reportage”, dedicato ad articoli editi ed inediti e “Il Reportage Photojournalism Award”, premio di fotogiornalismo internazionale.

18.30 – 19.00

SALA CENTO PASSI

cover Ricordi Lontani
Nato da un lento viaggio che l’ha portata da Saigon a Sadec, dalle rive del Mekong alle risaie del sud della Cocincina, questo libro è una variazione sul tema della giovinezza indocinese di Marguerite Duras. Non si potrebbe trovare migliore “interprete” delle mitologie della
scrittrice, dato che FLORE ritrova nella sua propria storia familiare la conoscenza intima dei luoghi e degli scritti.
Dei brevi estratti dei testi di Marguerite Duras fanno da contrappunto alle fotografie in bianco e nero colorato di FLORE, arricchite dalle prefazione di Laure Adler, storica e scrittrice, specialista della Duras. Tre voci di donne singolari si fanno eco, appassionatamente.

19:00

APERITIVO

15.00 – 17.00

SALA PORTFOLIO

Letture Portfolio gratuite con esperti e professionisti di fotografia: Niccolò Fano, Valentina Piccinni, Nazario Dal Poz, Mario Beltrambini e Sauro Errichiello, Carlo Gallerati.

Solo su appuntamento. Per prenotarsi: castelnuovofotografia@gmail.com

Sabato 7 ottobre

15:00 > 20:00

APERTURA MOSTRE

Domenica 8 ottobre

14:00

APERTURA MOSTRE

17.00

SALA CENTO PASSI

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Box 21 – Ritratti in Piazza ha avuto luogo già in due precedenti edizioni del Festival di Castelnuovo Fotografia. Come è noto, il progetto prevede la partecipazione attiva dei residenti del Comune che si lasciano ritrarre dai fotografi dell’associazione Camera 21. In questa edizione saranno quindi i fotografi africani, siriani, afgani, ospiti del CARA (Centro Accoglienza per i Richiedenti Asilo) a ritrarre i cittadini, confermando la vocazione alla reciprocità degli sguardi dei precedenti progetti di Camera21, reciprocità necessaria nella narrazione della realtà complessa in cui viviamo.

Il laboratorio è realizzato in collaborazione con Comune di Castelnuovo di Porto, la Prefettura di Roma e la Cooperativa Auxilium.

18.30

SALA CENTO PASSI

Proclamazione e premiazione dei vincitori dei contest: CDPzine e #fotografareilfestival

19.00

SPAZIO DEL LUCERNARIO

Brindisi di finissage.

Info generali

Tutte le mostre sono visitabili le tre giornate del festival con i seguenti orari:

30 settembre: 11:00 > 21:00

1 ottobre: 10:00 > 21:00

7 ottobre: 15:00 > 20:00

8 ottobre: 14:00 > 20:00

Dal 2 al 6 ottobre è possibile visitare le mostre solo su appuntamento, inviando una mail a: castelnuovofotografia@gmail.com

Per sapere di più sui progetti in esposizione, vai alla sezione mostre.

Lo spazio BOOKSHOP è aperto sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre nello Spazio del Lucernario.

Per info sul workshop PIENO VUOTO UNO di Shobha Battaglia e Enrico Prada clicca qui.