El Paraíso: entrada provisoria Paola Agosti2019-09-09T10:47:42+00:00

Project Description

Mostre

© Paola Agosti, Las Varillas, 1990

El Paraíso: entrada provisoria

Paola Agosti

Più di quarant’anni fa, lavorando alla trascrizione visiva de “Il mondo dei vinti” di Nuto Revelli, ero rimasta colpita dalle testimonianze di quei contadini cuneesi che dal Piemonte emigravano nelle Americhe e in particolar modo in Argentina.

Verso la metà degli anni Ottanta fui invitata ad esporre quelle fotografie in una galleria di Buenos Aires. Restai impressionata dal grande afflusso di visitatori di origine piemontese.

Quelle persone riconoscevano i luoghi da cui erano partiti i propri antenati, ritrovavano nelle mie immagini ricordi di racconti uditi nell’infanzia, mi facevano un’infinità di domande e mostravano un coinvolgimento emotivo che certo andava al di là dell’interesse per le fotografie in se stesse. Era un ricercare le proprie radici, spesso accompagnato da una nostalgia struggente per un mondo lontano, sconosciuto ai più, ma da tutti incondizionatamente amato.

Decisi dunque di partire per l’Argentina alla ricerca di quella gente e nella primavera del 1987 fotografai i biellesi residenti a Buenos Aires. Nacque un primo libro “Dal Piemonte al Rio de La Plata”. Tornai in Argentina più volte tra il 1989 e il 1991 per esplorare la cosiddetta “Pampa gringa”, immenso triangolo di pianura compreso tra le città di Cordoba, Rosario, Santa Fe, che i “gringos” piemontesi e altri italiani iniziarono ad abitare, coltivare e trasformare dalla seconda metà dell’Ottocento. Un orizzonte piatto e sfuggente, dove, a grande distanza, si innalzano cartelli stradali a indicare che una meta è stata raggiunta: “Cavour”, “Nuevo Torino”, “Piamonte”, “Silvio Pellico”. Paesi di non molti abitanti, nati per la maggior parte in Argentina da antenati piemontesi. Visitai più di trenta paesi e cittadine, percorsi seimila chilometri con una Fiat 600 degli anni Sessanta. Fu proprio un cartello al lato di una strada provinciale, un giorno che la Fiat 600 sprofondò nel fango e dovetti andare a cercare sotto la pioggia un trattore che mi tirasse fuori da quell’impiccio, a suggerirmi il titolo di questa mostra.

Queste fotografie, dunque, altro non sono che il resoconto di un mio personale viaggio sentimentale alla scoperta di fisionomie, atteggiamenti, profili per noi così familiari da rendere i protagonisti di queste immagini nostri fratelli e farci ricordare, oggi più che mai, che anche noi siamo stati migranti. Come coloro che arrivano sulle nostre coste cercando in Italia e in Europa il Paradiso (entrata provvisoria?) e quasi sempre trovano ben altro.

El paraiso: entrada provisoria alla settima edizione di Castelnuovo Fotografia festeggia i cinquant’anni anni di carriera di Paola Agosti insieme  alla mostra intitolata Cronache e leggende, a cura di Matteo Di Castro, che inaugurerà martedì 1 ottobre alla galleria S.T.  

Paola Agosti

Nata nel 1947 a Torino, Paola Agosti ha iniziato nel 1969 la sua attività di fotografa indipendente che l’ha portata a compiere numerosi reportage sin Europa, in Sud America, negli Stati Uniti, in Africa. Ha incontrato e fotografato leader politici,uomini di cultura e artisti di fama internazionale. Si è occupata con particolare attenzione di volti e fatti del mondo femminile. Ha indagato la fine della civiltà contadina del Piemonte più povero, le vicende dell’emigrazione piemontese in Argentina e ha fotografato i grandi protagonisti della cultura europea del ‘900. Ha pubblicato dal 1976 ad oggi numerosi libri fotografici. Negli ultimi anni ha inoltre curato alcuni volumi dedicati alle memorie familiari, storie individuali che diventano la Storia. Le sue fotografie sono state esposte sia In Italia che all’estero e fanno parte delle collezioni permanenti del Musée de l’Elysée di Losanna, del Museo Nacional de Bellas Artes di BuenosAires, dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, dell’Accademia Carrara di Bergamo, del MAST di Bologna, del Museo Alinari di Firenze e della Beinecke Library di New Haven, Connecticut.

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