Io sto bene. Tanti saluti e baci Daniela Ardiri2019-09-08T15:09:49+00:00

Project Description

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Daniela Ardiri, Io sto bene, tanti saluti e baci

© Daniela Ardiri

Io sto bene. Tanti saluti e baci

Daniela Ardiri

Esercizi di memoria
A proposito di Io sto bene. Tanti saluti e baci di Daniela Ardiri

Se la fotografia è la traccia, la memoria di un ricordo – in grado cioè, di far affiorare alla mente un fatto, un evento, un volto e confermarci che, inequivocabilmente, quel fatto è accaduto, quell’evento ha avuto luogo, quel volto era lì – cosa è allora la traccia, la memoria di una fotografia?

Forse è il ricordo di un ricordo. O, ancora meglio, la speranza che un’immagine fotografica possa coincidere con la nostra personale rievocazione: che quel particolare volto del passato sia stato proprio sorridente e aperto come ci sembra che fosse, o che quel paesaggio mantenga tutta la bellezza nonostante la patina del tempo.

Daniela Ardiri lavora così: parte da fotografie come deposito di storie familiari, per poi esercitarsi a ricordarle, estraendone i tratti, ricostruendone con il disegno i particolari osservati, le stoffe indossate da chi, da quelle istantanee, ci osservava ancora in silenzio.

In Auguri, il suo primo libro, ricostruisce con la manualità che è propria dell’artista – la mano che disegna, cuce, assembla e crea – un percorso frammentato ma coerente di immagini e superfici fatto di assonanze, rimandi, patchwork di stoffe che restituiscono all’immagine una tattilità tridimensionale. Insomma, un mondo intimo in cui Daniela, pagina dopo pagina, quadro dopo quadro, ci invita con delicatezza a entrare.

In questo caso, il punto di partenza è un ritratto che la nonna Rosina aveva mandato a Giuseppe, suo fidanzato e poi suo marito, impegnato sul fronte della Seconda guerra mondiale. La fotografia la mostrava incorniciata da un cuore; la cartolina che l’accompagnava diceva “Ti desidero”, e il messaggio struggente del suo amore pudico era affidato alla formula “Io sto bene. Tanti saluti e baci”. Al destinatario il compito di intravedere quali affetti e quali affanni nascondessero quei saluti e quei baci.

Possiamo anche noi vivere il ricordo di famiglia che l’artista evoca. Ci muoviamo tra pareti colorate e sognanti, entriamo in un trompe-l’oeil di stoffe, quadri e cornici e forse riconosciamo nei tratti accennati, nel chiaroscuro dei visi abbozzati, profili a noi familiari; come se completassimo, ognuno per sé, le immagini che vediamo con quel che noi desideriamo ricordare della nostra personale storia.

Con il suo lavoro, Daniela Ardiri sembra compiere una sorta di identikit intermittente ricostruendo, con questi esercizi di memoria, i tasselli di un momento da ricordare che, in fondo, non è mai stato veramente vissuto ma che forse, proprio per questo, diventa per più struggente, più necessario. Proprio come necessaria è, a volte, una fotografia.

Alessandra Mauro

Mostra a cura di: Alessandra Mauro

Daniela Ardiri

Nata nel 1984, vive e lavora a Milano. Diplomata presso l’Accademia di Brera nel 2008, ha esposto le sue opere in varie gallerie in Italia e all’estero. Il suo lavoro è stato selezionato in diversi concorsi promossi da enti istituzionali e gallerie tra cui Premio Nazionale delle Arti 2010, Premio Ghiggini 2011, Young Talents 2014, Arteam Cup 2016 e 2017. Nel 2018 è stata selezionata per una residenza presso il Centro d’Arte Bolit di Girona (Spagna). Nel 2019 ha vinto il Premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico autoprodotto pubblicato in Italia ed è fra i dodici finalisti della 7^ edizione del Premio Cramum. Attualmente in residenza presso ViaFarini a Milano

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