Otros cielos, otras pampas Silvia Levenson2019-09-08T15:08:28+00:00

Project Description

Mostre

Silvia Levenson - Otros Cielos Otras Pampas

Otros cielos, otras pampas

Silvia Levenson

Nello scenario in cui ci introduce Silvia Levenson il mondo degli adulti è spesso filtrato dallo sguardo dei bambini. E’ così anche in Bajo la Cruz del Sur y Casiopea e Otros cielos, otras pampas, dove vediamo il volto di un bambino e quello di un uomo alternarsi ai dettagli delle scarpe usurate, alle mani e alla foglia, a cui è affidata la continuità del racconto. L’artista analizza, decostruendola, una foto della famiglia materna emigrata in Argentina all’inizio del secolo scorso, proprio come quella paterna: ebrei che nel 1904 erano sfuggiti ai pogrom della Russia zarista. “Ho cercato di immaginarli: sperduti nelle pampas argentine sotto un cielo che non era il loro. Ho pensato a me quando sono arrivata in Italia, confusa e coraggiosa cercando di imparare a orientarmi in un mondo a me sconosciuto.” Silvia Levenson ricostruisce un momento biografico particolarmente difficile, quando nel 1981 è costretta a lasciare l’Argentina per motivi politici. “Ricordo che per abitudine guardavo il cielo e cercavo con lo sguardo la Cruz del Sur. Cosa guardavano i miei antenati? I nonni paterni russi? I nonni materni argentini? Conosco poco della loro storia, ma so con certezza che non hanno viaggiato per turismo, ma come migranti, segnando la terra e creando nuove storie.” Il tema del ricordo/oblio è centrale nella sua poetica attraversata da quell’ironia che le permette di affrontare argomenti dolorosi, nel tentativo di illuminare la parte oscura della realtà. “Tutti noi emigranti cerchiamo di dimenticare, poi ad un certo momento capiamo che non funziona. Ma abbiamo talmente voglia di lasciarci dietro quello che ci ha fatto soffrire, e non apparire così diversi dalla società in cui vogliamo inserirci, che un po’ corriamo questo rischio. Ma ognuno è quello che è.”

Manuela De Leonardis

Curatore della mostra: Manuela De Leonardis

Silvia Levenson

Silvia Levenson (Buenos Aires 1957, vive a Meina sul Lago Maggiore) indaga la complessità dei rapporti interpersonali, famigliari e di coppia lavorando prevalentemente con il vetro. Disegna e produce i pezzi nel suo studio con la tecnica della fusione a cera persa.

Tra le mostre personali recenti: 2018 – Identidad Desaparecida. Museo Memorial de la Republica Dominicana. Santo Domingo; 2017 – Doble Ausencias. Museo del Vetro. Altare (SV); Sguardi Incrociati (con Francesca Gagliardi), Zaion Gallery, Biella; 2016 – Interior Voices. National Glass Center, Sunderland (Inghilterra); Identidad Desaparecida. Bullseye Projects. Portland (USA); Identidad Desaparecida, Museo del Vetro di Murano, Venezia; 2015 – Identidad, American University Museum, Washington (USA); Who in the world arm I? (con Luca Lanzi) Lorch-Seidel Gallery, Berlino (Germania); Identidad Desaparecida, EAC – Espacio Arte Contemporaneo, Montevideo (Uruguay); Without Camouflage (con Dafna Kaffeman), Museum of Craft and Design, San Francisco (USA); Identidad Desaparecida, Argentinian Consulate, Barcellona (Spagna); Identitè Disparue, Galerie Argentine, Parigi (Francia); Missing Identity, Riga Ghetto and Latvian Holocaust Museum, Riga (Lettonia); Missing Identity, Museum of Occupations, Tallin (Estonia).

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