Lo sguardo che libera Progetto dei ragazzi del carcere di Rebibbia2018-09-15T18:52:19+00:00

Project Description

Mostre

Lo sguardo che libera

Progetto dei ragazzi del carcere di Rebibbia

Allo sguardo di chi vive libero, il mondo del carcere sembra lontano e inavvicinabile. Eppure oltre quel muro esiste una realtà fatta di desiderio di raccontarsi e sperare in quel riscatto che li separa dalla libertà. Le ore che si sono susseguite settimanalmente, da Novembre 2017 a Maggio 2018, con le insegnanti e i volontari di Nessuno tocchi Caino, hanno creato una sinergia tra persone recluse e persone libere con la passione per la fotografia.
Il risultato è stato un seminario interattivo basato su lo scambio d’idee, visualizzazione di immagini e propositi, trasformazione della nostalgia in sguardi positivi. Nella prima parte del seminario l’attenzione è stata posta sull’approfondimento e chiarimento del concetto d’immagine, per aprire un terreno di discussione e scambio tra i presenti. In una seconda parte si è passati alla realizzazione critica e alla selezione della produzione d’immagini.
I partecipanti hanno potuto scegliere e fotografare attivamente la realtà individuale e collettiva dagli oggetti ai volti utilizzando anche delle maschere.
La loro produzione visiva si è concentrata sui ridotti e soprattutto rari frammenti che, svincolati dal contesto, conservano una dimensione positiva e vitale.
L’idea centrale di questa esperienza è stata quella di condividere con persone private della libertà la consapevolezza che ognuno di noi può ritrovarsi e costruire un nuovo presente.

Hanno partecipato nella terza casa di Rebibbia:
Antonio, Mauro, Giuseppe, Manuel, Alessandro, Alessio, Pietro, Giuseppe, Walter, Mor, Angelo, Hasem, Ivan, Daniele, Vincenzo, Besmir

Le volontarie:

Lina Pallotta, Claudia Borgia, Linda De Nobili
Fotografe

Fabiana Onori e Francesca Mambro
Associazione Nessuno Tocchi Caino e Partito Radicale Trasnazionale e Transpartito

Anna Laura Braghetti
Associazione Pronto Intervento Disagio

Curatore della mostra: Lina Pallotta

Lina Pallotta

Nata nel 1955 a San Salvatore Telesino (BN), si trasferisce a New York alla fine degli anni ottanta, dove si diploma in “Fotogiornalismo e Documentario fotografico” all’International Center of Photography (ICP). Sviluppa progetti a lungo termine con un approccio personale, sulla quotidianetà in situazioni di marginalitá, le problematiche delle donne e l’identità di genere. Tra i lavori più conosciuti: Porpora e Valerie (2013), un racconto lungo vent’anni sul legame tra Porpora, presidente del Movimento identità transessuale, e Valerie; BASTA – to Work and Die on the Mexican Border (1999), sulla vita delle lavoratrici messicane nelle fabbriche di frontiera. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti, e pubblicate in riviste nazionali e internazionali: Katalog Magazin, Das Magazin, D-Woman, Marie Claire, Liberation, The Guardian.
Ha ricevuto molte borse di studio e residenze, tra cui New York Foundation for the Arts Fellowship 1998 L’Atelier de Visu, Marsiglia, (2001); CASE media Fellowship, Università del Texas, El Paso (2002); Fondo per Creative Communities, Lower Manhattan Cultural Council (2003).

Dalla metà degli anni 2000 tiene regolarmente seminari e conferenze per diverse istituzioni specializzate come l’International Center of Photography, l’Empire State College, di New York; Frontline Club, Londra; Frontline Club, Londra; Spazio Labo, Bologna; Limes, Cagliari; Minimum, Palermo; e “F.project – Scuola di Fotografia e Cinematografia”, Bari. È membro di giurie in varie competizioni fotografiche.
Collabora con l’associazione Officine Fotografiche, a Roma, dove dal 2013 insegna il master annuale “Shooting from Inside”. Lina è membro del comitato scientifico di Fotoleggendo, dove ha curato mostre di Morten Andersen, Birgitte Grignet, Jason Eskenazi, Katrien De Blauwer, Michael Ackerman e Igor Posner. È stata la direttrice artistica di “Gazebook: Sicily Photobook Festival 2017”. Nel 2014 vince il Premio Osvaldo Buzzi del “International Trophies of Photography” BN.

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