Haraket Valerio Muscella2018-09-17T16:04:22+00:00

Project Description

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© Valerio Muscella

Haraket

Valerio Muscella

Haraket è una parola turca che indica movimento, inteso sia come spostamento fisico che come libertà di pensiero. Dall’inizio della rivoluzione nel 2011, circa sei milioni di persone hanno lasciato la Siria generando una enorme crisi umanitaria. Secondo le stime del Governo Turco, sono circa 3 milioni e 500 mila i rifugiati siriani registrati in Turchia, di cui solo il 3% vive negli insediamenti formali preposti dalle istituzioni. Le loro difficili condizioni di vita sono aggravate da un contesto sociale fortemente discriminatorio che rende estremamente faticosi i processi di integrazione nel sistema sanitario, educativo e del lavoro. Regolarizzare la propria posizione è un percorso troppo lungo e non sempre garantisce l’effettivo esercizio dei diritti e l’accesso ai servizi. Migliaia di lavoratori e lavoratrici sono dunque costretti ad accettare lavori in nero, venendo sfruttati, sotto pagati e lavorando in condizioni di sicurezza il più delle volte inesistenti.

Nei pressi delle grandi città decine di migliaia di siriani e curdo-siriani trovano accesso al mercato del lavoro stagionale orto-frutticolo lavorando per aziende turche o per contadini privati che, nella maggior parte dei casi, organizzano il lavoro secondo un sistema di caporalato a chiamata che permette di guadagnare pochi euro al giorno. Oltre alle condizioni lavorative ed abitative estremamente precarie, queste persone sono spesso vittime di attacchi razzisti da parte della popolazione turca locale e della repressione esercitata dalle forze dell’ordine che, periodicamente e con sistemi violenti, sgomberano i campi, costringendo gli occupanti ad andar via. La fascia di popolazione più esposta a sfruttamento ed emarginazione è quella dei bambini che costituiscono circa il 45% del totale dei siriani in territorio turco. Di questi circa 500 mila non hanno accesso al sistema scolastico e sono costretti ad entrare nel sistema criminale del lavoro minorile per garantire un sostegno economico alle proprie famiglie. Il settore principale dove il lavoro minorile siriano è più frequente è quello dell’industria tessile che, secondo il Ministero dell’Economia turco, contribuisce con un valore totale del 7% al PIL del Paese e di cui l’Unione Europea è il principale mercato di esportazione.

Mostra a cura di: Laura Carnemolla

Valerio Muscella

Valerio Muscella (1985) nasce a Roma, dove studia psicologia clinica e di comunità. Lavora diversi anni come operatore sociale con ragazzi di strada, richiedenti asilo, rifugiati politici e minori in Italia, in Bolivia e in Albania. Fotografo autodidatta e documentarista freelance, da anni segue e documenta le dinamiche legate alla lotta per la casa a Roma e ai flussi migratori in Europa e in Medio Oriente. Ha realizzato progetti di narrazione multimediale, tra cui 4Stelle Hotel, documentario interattivo vincitore del DIG Award 2015 (ex Premio Ilaria Alpi), in seguito incluso nel DocuBase del MIT (Massachussets Institute of Technology) e nell’IDFA DocLAB 2017 (International Documentary Festival di Amsterdam). Nel 2017 è stato selezionato nella Bjecem, Biennale dei Giovani Creativi d’Europa e del Mediterraneo. I suoi reportage sono stati pubblicati su magazine e riviste nazionali e internazionali, quali Deutsche Welle, Internazionale, Left, Mediapart, La Repubblica e Wall Street Journal.
Il suo lavoro Haraket, sulle condizioni di vita e di sfruttamento dei rifugiati siriani in Turchia, è stato esposto all’interno di DocField 2017, Festival de Fotografìa Documental di Barcellona e durante l’ultima edizione di FotoLeggendo, Ha recentemente pubblicato il suo primo libro “Motus: campi, frontiere, diritti” (Edizioni Il Galeone, 2018) che raccoglie i reportage realizzati tra il 2011 e il 2017 seguendo le principali rotte migratorie tra Italia, Francia, Grecia, Turchia, Macedonia, Iraq, Serbia e Ungheria.

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