Macondo Fausto Giaccone2020-09-22T12:03:25+00:00

Project Description

Mostre

Macondo

Fausto Giaccone

a cura di Elisabetta Portoghese
in collaborazione con s.t. foto libreria galleria

Dal 2006 al 2010 ho percorso a lungo la “Costa” colombiana, con in testa un sogno: potere realizzare un progetto che restituisse, con l’immediatezza propria del linguaggio fotografico, il senso di un’opera molto complessa quale quella di Gabriel García Márquez.
Da molti anni avevo cominciato a familiarizzare con il Paese caraibico, durante tanti reportage fatti per diverse testate giornalistiche, ma fin dall’inizio la Colombia per me si identificava soprattutto con l’opera del grande scrittore. Infatti alla fine del 1990 seguii il corso del Rio Magdalena, che taglia il Paese longitudinalmente da Sud a Nord, per sfociare nell’Oceano Atlantico. Il progetto, per la rivista geografica Atlante, era di ripercorrere l’ultimo viaggio di Simon Bolivar, l’eroe dell’indipendenza dalla Spagna, dalla capitale Santa Fé de Bogotá all’Atlantico, diretto all’esilio in Inghilterra.
È quindici anni dopo, nel 2006, che la situazione di crisi generale dei giornali, insieme a un mio crescente interesse per il mondo del libro di fotografia, mi fece decidere di tentare di realizzare un progetto a lungo rimandato, dedicato all’universo di Gabriel Garcia Marquez, della sua vita e della sua opera letteraria. Volevo anche evitare l’abituale sguardo da reporter, per cui decisi di usare una macchina fotografica diversa, con il negativo più grande, e con solo un obiettivo, il normale, non solo per liberarmi dalla schiavitù dei pesi da trasportare, ma anche per “alleggerire” lo sguardo, per arrivare a una visione più semplice e diretta del mondo circostante.
E così, armato di una semplice Rolleiflex biottica degli anni sessanta, intrapresi un viaggio che sarebbe durato tre anni, alla scoperta di un mondo e nella ricerca di un linguaggio per raccontarlo.

Fausto Giaccone

Fausto Giaccone nasce nel 1943 e si forma a Palermo, dove inizia gli studi di architettura che concluderà a Roma, dove si trasferisce nel 1965. Nella capitale cambia però il corso della sua vita dedicandosi alla fotografia, seguendo la stagione dei movimenti giovanili della fine degli anni ’60. Negli anni ’70, insieme a un gruppo di amici fotografi, da vita a un’agenzia in cooperativa. Fondamentali gli incontri formativi con i fotografi della “scuola romana”. Tra le sue prime collaborazioni romane, L’Astrolabio, Noi Donne, Vie Nuove. Tra i lavori più importanti il libro “Una storia portoghese” del 1986.  Nei primi anni ’80 si trasferisce a Milano da dove viaggia nei vari continenti per molti giornali. Nel 2013 ha pubblicato due libri,  Macondo, e Volti di Cavallino Treporti, un territorio della laguna veneta.  

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