Le Corbusier – 5 Architetture Guido Guidi2020-09-24T11:37:58+00:00

Project Description

Mostre

1. Guido Guidi, Le Corbusier, Usine Duval, 2003

Le Corbusier – 5 Architetture

Guido Guidi

in collaborazione con Galleria 1/9unosunove arte contemporanea

In Le Corbusier, 5 architetture l’opera fotografica di Guido Guidi traccia un ritratto per frammenti di Le Corbusier attraverso la documentazione di cinque edifici realizzati in Francia: la Maison la Roche (completata nel 1925), la Maison Planeix (1928), Villa Savoye (1931), la Cité de Refuge dell’esercito della Salvezza francese (1933) e la fabbrica di Usine Duval (1951). Queste architetture che rivelano lo studio minuzioso di Guidi per l’opera dell’architetto svizzero, sono il punto di partenza per il percorso della mostra organizzata in collaborazione con la galleria 1/9unosunove di Roma. I dettagli degli spazi, i materiali, i colori incontrano e incrociano il paesaggio circostante in una serie di linee immaginarie in cui il cui susseguirsi di segni/spazi enfatizzata la percezione tridimensionale. Geometrie plastiche che si combinano, quindi, con figure geometriche disegnate dalla luce aprendo le finestre su una profondità che introduce allo spazio “lecorbusieriano” come luogo concepito per un’immersione totale. Come per la Tomba Brion di Carlo Scarpa, la lettura dell’architettura avviene non solo come manufatto, ma anche come una macchina attraverso cui guardare il tempo”. Le fotografie sono disposte in sequenza sulla base del tempo che passa, degli spostamenti e movimenti, degli avvicinamenti e allontanamenti del fotografo all’interno e all’esterno degli edifici. Immagini fotografiche che sono state scattate nel 2003 su richiesta dell’editore Einaudi in vista della pubblicazione, nello stesso anno, del volume I Millenni Le Corbusier –Scritti / Ecrits curato da Rosa Tamborrino. È la stessa Tamborrino ad affermare che “Guido Guidi è l’artista che con una macchina fotografica dialoga con l’architetto-‘homme de lettre’, come Le Corbusier amava presentare se stesso: entrambi consapevoli del profondo valore interpretativo del vedere. Più volte Le Corbusier nei suoi scritti e nei suoi disegni enfatizza il valore dell’occhio, des yeux qui ne voient pas, per invitare a posare uno sguardo sapiente come forma cognitiva dell’architettura.

Guido Guidi nasce a Cesena nel 1941. Nel 1959 si iscrive all’ Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e poi al Corso Superiore di Disegno Industriale di Venezia. Segue i corsi di Bruno Zevi, Carlo Scarpa, Bruno Munari, Luigi Veronesi e Italo Zannier. Inizia a fotografare nel 1956. Sin dalla fine degli anni sessanta la sua ricerca fotografica è rivolta al tema del paesaggio contemporaneo, in particolare a quello della provincia italiana. In ambito architettonico, oltre alle ricerche fotografiche sulle opere di Le Corbusier pubblicate da Einaudi, ci sono quelle su Carlo Scarpa e Mies van der Rohe promosse e pubblicate dal Canadian Center of Architecture (CCA) di Montréal. Nel 1989 avvia a Rubiera, con Paolo Costantini e William Guerrieri, l’associazione Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea che si occupa della ricerca su Fotografia e Paesaggio. È docente di Fotografia presso: Accademia di Belle Arti di Ravenna, IUAV di Venezia facoltà di Design e Arti, ISIA di Urbino. Le mostre: Fondation HCB, Parigi; iccd, Roma; Guggenheim Museum, NY; LaBiennale di Venezia; MAXXI, Roma; Centre Pompidou, Parigi…

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