Project Description

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Il peso di tutto quello che non c’é

Iolanda Di Bonaventura

Installazione site-specific di realtà virtuale a cura di Galleria Gallerati

Il peso di tutto quello che non c‘è è un flusso di coscienza, la descrizione di uno spazio d‘assenza. Una memoria corrotta dal tempo, dal trauma, dalla nostalgia: file deteriorati, un profondo, visivo rumore bianco. Non c‘è emozione plausibile dinanzi all‘impossibilità di comprendere sensazioni accavallate e voci interiori, se non uno stupore distaccato. Il peso di tutto quello che non c’è racconta i fallimenti, gli abbandoni, le rinunce – tutto ciò che avremmo voluto accanto, e che manca: quanto pesa il vuoto? 

L’opera è pensata per essere un’applicazione Android, di cui usufruire mediante Gear VR: un visore da applicare allo schermo del cellulare, dotato di cuffie. L’esperienza fruita dal singolo – colui che sta direttamente guardando nel visore – viene riportata su uno schermo, cosicché un pubblico più vasto possa accedere a una sperimentazione in prima persona. 

Il tentativo è quello di avvicinare realtà e linguaggi apparentemente molto distanti, prendendo in prestito dal videogioco la modalità di fruizione (il visore VR), dalla fotografia contemporanea la ricostruzione dell’ambientazione, dal cinema la modulazione degli eventi. L’opera è un piano sequenza a trecentosessanta gradi, il cui montaggio interno è definito dallo sguardo del fruitore, che decide quali scene e quali spazi inquadrare e vedere: ne definisce, dunque, il ritmo narrativo. 

L’opera è stata realizzata con il supporto tecnico di Saverio Trapasso (Artheria).

Biografia dell’artista

Iolanda Di Bonaventura (L’Aquila, 1993). Artista, fotografa la cui produzione è perlopiù costituita da autoritratti. Il peso di tutto quello che non c’è è la sua prima opera in VR. Nel 2015, la sua installazione site-specific Beating Heart viene selezionata per Re-Place: la città si illumina di nuovo (bando con patrocinio Unesco in collaborazione col Dipartimento Formazione del Museo Maxxi di Roma). Nel 2017, il cortometraggio Presence Absence – di cui è regista, direttrice della fotografia e montatrice – vince il premio Best Director Award, presso il festival Rome Film Awards, e rientra nella selezione del Rome Independent Film Festival. Nel 2018, il cortometraggio è finalista dei Corti d’Argento 2018 (premio indetto dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani) e viene proiettato al Festival Animatou di Ginevra. Nel 2019, viene selezionata per partecipare a Biennale Cinema College – Virtual Reality, programma di formazione e finanziamento di progetti offerto dalla Biennale di Venezia, vincendo il grant di produzione per la realizzazione del suo primo film interattivo in Realtà Virtuale, Vajont. Nel 2020 Vajont viene presentato al Venice VR Expanded (sezione della Biennale di Venezia interamente dedicata alla Realtà Virtuale). 

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