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Sono sempre stato qui (e ho molti modi per fartelo credere)

Giorgio Barbetta

Vincitore CDPzine 2020

«Una foto è una foto, è una foto, è una foto e alla terza volta che lo ripeti penso che vuoi solo farmelo credere così che io ci giri intorno e intorno all’infinito o almeno quanto basta perché mi renda conto che una foto non è una foto, non è una foto, non è una foto e allora precisamente dimmi: che cosa sto guardando?».

Non esistono immagini pure o mute: ogni immagine contiene infiniti testi impliciti che dipendono da infiniti  contesti e pratiche sociali continuamente in movimento, intrecciati tra loro in innumerevoli modi e ogni osservatore la abita con tutto il proprio corpo virtuale, proiettandovi sopra tutto se stesso. E i testi, per parte loro, sono pieni di immagini, ne sono intessuti: il linguaggio sorge intorno a metafore, analogie, figure. Sono gemelli siamesi, parte di un unico movimento di segnificazione e di figuralità che ricrea continuamente il mondo. Vediamo ciò che già sappiamo, ma ciò che non sappiamo compare ai bordi del campo visivo in attesa di venire in primo piano. Occorre allora sempre domandarsi: cosa sto guardando?

In Sono Sempre Stato Qui, partendo da una foto trovata, ho prodotto una serie di didascalie plausibili, intrecciando materiale reale e inventato, dati reperibili in rete, storie vere, ricordi e fantasie.

Biografia dell’artista

Giorgio Barbetta (Milano, 1963 – ). Giornalista, si occupa di letteratura e fotografia. Ha pubblicato nel 2006 la raccolta di satire e liriche “Cose importantissime che andranno perdute”, Unwired Media. Nel 2020 alcune sue opere sono state esposte nella mostra collettiva multimediale “Nello spazio fa freddo”, a Chippendale studio, Milano. Nel 2021 l’installazione di arte pubblica “Istruzioni per essere come dio” è stata esposta a Desio (MB) nell’ambito di Centrale Festival – Around.

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