Project Description

Mostre

Brotherland

Martina Zaninelli

a cura di Michela Becchis

Il 9 novembre 1989 crolla il muro di Berlino e un anno dopo la Germania viene riunifcata. Per molti una festa, il raggiungimento della libertà, il diventare realtà di una cosa a lungo sognata. Per altri l’inizio di un periodo di violenza e paura. Come sempre la Storia ha due facce.

Il 6 dicembre 1990 muore a Eberswalde, città a 50 chilometri da Berlino, Amadeu Antonio Kiowa. È la prima vittima della violenza razzista nella Germania riunifcata. Amadeu Antonio era arrivato dall’Angola nella Repubblica Democratica Tedesca nel 1987 come Vertragsarbeiter (lavoratore straniero ospite).

A partire dall’inizio degli anni ’60, per colmare la carenza di manodopera, la RDT stipulò con altri paesi socialisti contratti bilaterali per la formazione e l’impiego di manodopera. I primi Vertragsarbeiter arrivarono dalla Polonia e dall’Ungheria, successivamente anche da Algeria, Angola, Cuba, Mozambico e Vietnam.

Con la riunifcazione delle due Germanie gli accordi bilaterali vennero annullati. Nel giro di poco tempo la maggior parte dei Vertragsarbeiter fu costretta a tornare nel proprio paese.

Nonostante le pressioni politiche e le oferte di denaro per il rimpatrio alcuni decisero di restare.

Il drastico aumento della disoccupazione e la mancanza di una prospettiva dopo il crollo della RDT fecero esplodere il risentimento e l’odio verso “gli altri”. Il razzismo e il neonazismo, tenuto sotto controllo e nascosto fno a quel momento dallo stato socialista tedesco, divenne evidente. Gruppi neonazisti alimentarono l’odio contro i Vertragsarbeiter rimasti. Amadeu Antonio fu la prima vittima della spirale di violenza che andò a crearsi al suono di “Ausländer raus” (fuori gli stranieri) e che culminò con i pogrom di Hoyerswerda (settembre 1991) e Rostock-Lichtenhagen (agosto 1992) quando i convitti dei Vertragsarbeiter vennero attaccati da gruppi neonazisti con moltov e pietre sotto gli applausi degli abitanti della zona.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Thomas Jacobs.

Biografia dell’artista

Martina Zaninelli, nata a Bolzano, dopo una laurea in Storia ha iniziato a professionalizzarsi fotografcamente. I suoi lavori sono stati esposti internazionalmente e il libro Are there trees back in Berlin? selezionato per vari festival e premi. Con i suoi lavori cerca di creare un’interazione tra immagini d’archivio, documenti e i suoi contenuti fotografci. Il suo lavoro mette sotto i rifettori storie di individui e collettivi colpiti da eventi travolgenti, che si ripercuotono sulla nostra contemporaneità, provocando un dialogo costante tra presente e passato. Attualmente vive e lavora a Berlino.

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