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Uomo che sale + Serpente

Paolo Buggiani

a cura di Manuela De Leonardis

Uomo che sale + serpente (2020) è il manifesto della ricerca di Paolo Buggiani (Castelfiorentino, Firenze 1933, vive e lavora tra New York e Isola Farnese, Roma) nel rincorrere la libertà d’espressione. Nella scultura in alluminio, l’uomo – quasi un robot – è condizionato nel gesto dall’azione dell’attimo che precede il suo salire sulla scala mentre il serpente, anche lui un simbolo antichissimo, è colto nell’attesa. Per l’artista outsider noto per la sua poetica dell’“Urban Mithology” che con entusiasmo, passione e giocosa insubordinazione sfida da sempre i luoghi comuni dell’arte contemporanea, si tratta di rappresentare un’idea di tempo collegato all’arte. Un tempo che possiede la magia di dilatarsi e, contemporaneamente, di tradurre l’attimo, rompendo le dinamiche del quotidiano per introdurre elementi “straordinari” su cui l’osservatore è invitato a riflettere. È anche un modo per affrontare il mistero della realtà parallela che permette a Buggiani di indagare situazioni impossibili del tempo “infinito” dell’universo e del nostro tempo soggettivo così breve in proporzione a quello dell’arte. 

Biografia dell’artista

Paolo Buggiani (Castelfiorentino, Firenze, 1933) è un artista italiano riconosciuto a livello internazionale per le sue installazioni di sculture di fuoco. Nel 1956 viene realizzata la sua prima mostra personale alla galleria Schneider di Roma presentata da Corrado Cagli. Nel ’58 a Parigi conosce Severini, Matta, Victor Brauner e Vilfredo Lam che lo presenta alla galleria Glasier-Cordiè dove realizza una mostra personale. Nel ’62 si trasferisce a New York dove nel 1968 riceve la Guggenheim Fellowship for Sculpture in America per i suoi esperimenti con un nuovo metodo di scultura chiamato Vacuum Forming System. Rientrato in Italia nel maggio 1968, rimane attivo sia a Roma che a Milano, torna a New York nel 1978 ed è in questo periodo che iniziano le sue ricerche sui Rettili Meccanici e la Mitologia Urbana. Questi elementi collocati nel contesto urbano lo hanno reso uno dei membri più importanti della Street Art, insieme a Keith Haring, Richard Hambleton, Ken Hiratsuka, Linus Coraggio e R.V. (Robin Vanarsdol). Dal 1989 divide il suo tempo tra New York e Isola Farnese, Roma.

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