Sguardi contrari Severine Queyras2020-09-21T19:36:41+00:00

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Severine_Queyras

Sguardi contrari

Severine Queyras

a cura di Michela Becchis

Parafrasando Kafka, potremmo scrivere così: “Davanti a una, cento, mille case sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere a una casa. Ma il guardiano gli risponde che per il momento non glielo può consentire. L’uomo dopo aver riflettuto chiede se più tardi gli sarà possibile. «Può darsi,» dice il guardiano, «ma adesso no»”

L’inesorabilità di quell’«adesso no», quel senza tempo di una risposta irragionevole e crudele nella sua insensatezza creano, nel lavoro di Queyras, colori e ombre netti, lucidi, sempre rifrangenti di toni luminosi, in alcuni casi abbaglianti, che delimitano lo spazio dell’uomo, della natura, di uno straccio prezioso, della città senza nessuna morbidezza. Sono giorni lucenti quelli dentro cui si muove la vita ai margini di uno, cento, mille uomini di campagna che poi null’altro sono che l’estraneo, quello che vive dentro il nostro sguardo e i nostri sensi come un inciampo. Ma è un inciampo che mentre viene osservato con disagio, vergogna o raccapriccio, guarda a sua volta. Guarda dal suo abitare uno spazio che è quello dove lo ha posto, per motivi ignoti a tutti, il guardiano, che poi è solo un guardiano. Quello è l’unico abitare che il guardiano gli concede.

È lo sguardo contrario che Queyras ci restituisce e che ci mostra assai più vasto del nostro; perché è un particolare, certo, ma è in quel particolare che si spalanca dentro allo sguardo dell’uomo di campagna, certamente davanti a noi, un pezzetto immenso di vita. Gli uomini fotografati, spesso in assenza pudica di una loro fisica, abbandonata, interezza, abitano senza avere una dimora, perché abitare significa avere e nel loro caso è avere la forza, spesso anche in modo confuso, di guardare la luce o di ignorarla, di sottrarsi ad essa. 

(Il racconto di Kafka è ovviamente il fulminante Davanti alla legge del 1914)

Séverine Queyras nasce a Orléans il 25 Aprile 1964 ma è romana di adozione. Roma le entra nel cuore subito per i suoi giochi di luci e di colori. Appassionata di cinema fin da adolescente, il suo primo sogno era in realtà la regia, e si avvicina alla fotografia per la prima volta, con una Kodak regalata a 15 anni dal nonno pittore. Nel 1987 decide di frequentare lo IED (Istituto Europeo di Design) di Roma, indirizzo fotografico. Diventa subito chiara la sua propensione per il ritratto e la figura, così decide di affiancare, come assistente, un fotografo di moda. È cosi che nel 1992 riesce ad aprire il proprio studio e comincia a collaborare con varie case di moda per la realizzazione di cataloghi, Adv, lookbook e numerosi editoriali. Da lì inizia anche a proporre ed esporre progetti personali, che si distanziano sempre di più dal glamour e dal mondo della moda: comincia a fotografare paesaggi urbani, periferia romana, street photography, reportage sociali, fiori e pozzanghere.

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