Mizu no aru fùkei | Paesaggi d’acqua Reiko Hiramatsu2020-09-07T14:32:23+00:00

Project Description

Mostre

Reiko Hiramatsu, Petali di ciliegio sul fiume Meguro, quartiere Meguro, Tokyo, aprile 2020

Mizu no aru fùkei | Paesaggi d’acqua

Reiko Hiramatsu

a cura di Manuela De Leonardis

In Mizu no aru fùkei | Paesaggi d’acqua il tema dell’abitare è declinato da Reiko Hiramatsu attraverso l’acqua, elemento vitale dell’uomo e del paesaggio naturale e urbano, in una visione che oscilla tra la liricità introspettiva e la lucidità della documentazione. Iniziato alla fine del 2019, il lavoro della fotografa giapponese è continuato a marzo e maggio 2020 a Tokyo, Oshino Hakkai, Kamakura e Gunma. Durante l’emergenza sanitaria del Covid-19, Hiramatsu ha fotografato i fiori di ciliegio (sakura) scorrere sulle acque del fiume Meguro trasformato in un pavimento mobile di petali che, silenziosamente, portavano via la sua grande angoscia. “A volte l’acqua disegna la realtà più della realtà stessa, suggerendone i lati nascosti.” – afferma l’autrice – “Ho scattato fotografie di momenti in cui l’acqua abita il flusso quotidiano dell’uomo, esaltando il legame profondo tra la dimensione spirituale e quella terrena”. Anche nel Sol Levante l’acqua, origine di tutte le creature, è sacra e taumaturgica. Nel tempio di Hasedera a Kamakura, dove si praticano i riti religiosi per i bambini d’acqua (mizuko kuyō), morti prima di nascere, la fotografa ha pregato per il suo bambino mai nato, portato in grembo per nove mesi e due settimane prima di sapere che era morto. Sul monte Fuji ha raccolto l’acqua pura generata dalla montagna sacra e nel parco di Meisyu no Taki ha ritrovato la pioggia di un ukiyo-e di Hokusai negli “aghi pungenti” della cascata naturale. Anche in rapporto al paesaggio urbano l’acqua definisce una comfort zone in cui l’uomo ricrea artificialmente uno spazio di vivibilità, come a Tsukuda, nel quartiere di Chuo, che nell’epoca Edo era un’isola di pescatori. Nei vicoli s’incontrano vecchi serbatoi usati per irrigare i campi di riso, pompe a mano, rubinetti, estintori… oggetti che sono la memoria di un passato lontano e vicino.

Con il patrocinio di

Istituto Giapponese di Cultura

Reiko Hiramatsu

Reiko Hiramatsu (Hokkaido 1958, vive a Tokyo), laureata in letteratura inglese al Toyo Womens College di Tokyo è fotoreporter e food photographer per testate giapponesi e internazionali (Marie Claire Japan, Brutas, Figaro Japan, Kyodo News, Cucina&Vini). Ha pubblicato I libri Pranzo a Roma (Hankyu Communications, 2004), Patrimonio della gastronomia italiana (Shinchosha, 2011), Kakushiaji, il gusto nascosto (Gangemi, 2008). Tra le mostre recenti: 2020 – REWIND | Maki modoshi. Fotografie di Y. Ogawa, M. Nagone, Y. Oki, R. Hiramatsu, Doozo, Roma; 2019 – Squisiti protagonisti,  IV settimana della cucina italiana nel mondo, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo (personale); 2018 – Bimi, Doozo, Roma (personale); 2008 – Kakushiaji, il gusto nascosto, FotoGrafia-Festival Internazionale di Roma, galleria Navona 42, Roma (personale).

Torna alle mostre