Workshop

THE MAKING OF A SPACE
Reimmaginare uno spazio

di Sara Palmieri e Flaminia Celata

Secondo l’antropologo Edward T. Hall, praticamente tutto ciò che l’uomo è e fa, è legato all’esperienza dello spazio. L’idea spesso inconscia di una bolla di spazio personale, un territorio invisibile che chiamiamo nostro, è uno dei pilastri chiave della società moderna. Questa privatizzazione dello spazio espone nozioni profonde di estraneità, che si traducono non solo nel nostro essere nello spazio, ma in diverse altre dualità come: ‘noi’ e ‘loro’, soggettivo e oggettivo, normale e strano, razionalità e spiritualità, spazio privato e spazio condiviso.

Attraverso un esperienza intensiva di due giornate, suddivise in laboratorio esperienziale/di progettazione e realizzazione di una installazione site specific aperta al pubblico, i partecipanti saranno invitati a riflettere sulla relazione con uno spazio, lo stesso in cui avverrà gran parte del laboratorio e l’installazione finale, in diverse fasi e scale di relazione: corpo/spazio, spazio interno/spazio esterno, io/altro, esternare/portare dentro. Entrare in risonanza con uno spazio esistente a partire dalla percezione dello spazio stesso, del luogo geografico con cui esso si relaziona (il fuori e il dentro) e attraverso una serie di attività singole e di gruppo: ai partecipanti verrà chiesto di mettersi in gioco, di interagire con gli altri e di essere pronti all’inaspettato.

Un luogo che abitiamo o visitiamo per la prima volta innesca alcuni stimoli percettivi sul nostro corpo, che con le sue facoltà sensitive e sensoriali, è il mediatore tra il mondo interno (la ns. memoria) e il mondo esterno: uno spazio interno esiste perché ce n’è uno esterno. Questi due ‘mondi’ si sfiorano, si compenetrano, entrano in relazione, si influenzano in un ciclo continuo mutando la loro essenza e forma. Proveremo dunque a re-immaginare un luogo in altre forme, interagendo con esso attraverso differenti media, non solo la fotografia ma anche il video, la scrittura; saremo ‘cacciatori’ o provocatori di suoni, agiremo con il ns. corpo in esercizi performativi, affronteremo ambiti nuovi, sperimentando. Ogni partecipante a seguito del processo esperienziale deciderà il mezzo espressivo più consono alla realizzazione di una forma altra di spazio che potrà essere materiale o sensoriale, lo condividerà con il gruppo e collettivamente si procederà a progettare e installare un’esposizione fruibile nella giornata di domenica: l’installazione esisterà in quanto conseguenza di un processo di decostruzione e sarà rappresentazione dello stesso, una memoria generata dall’esperienza fatta.

L’intento di questo laboratorio è quello di portare i partecipanti ad interrogarsi sulla possibilità di abbattere i limiti che interponiamo tra noi e gli altri, lo spazio, e la sua rappresentazione, attraverso l’esplorazione di relazioni in continua mutazione.

Il laboratorio è aperto ad artisti visivi che usano la fotografia e differenti media senza limiti di genere o età, con un numero limitato ad 8 persone.

DOCENTI

Flaminia Celata (*1973) è un’artista visiva che vive e lavora a Roma. Dopo aver lavorato per anni nell’ambito della pittura, della decorazione d’interni e del restauro, ha iniziato a studiare fotografia alla Scuola Romana di Fotografia, dove si è diplomata nel 2009. Nel 2019 ha frequentato la Palermo Summer School of Contemporary Art tenuta da Helen Cammock. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo fotolibro Olivier, un progetto sulla morìa delle palme a Roma. Olivier ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero ed è parte della collezione pubblica dell’Istituto di Cultura di Marsiglia. Celata ha partecipato a diverse mostre collettive, tra le quali Les Boutographies Festival in Montpellier (2017), LIF Audio Visual Art Festival a Sikinos (2018), Loading Festival in Porto (2019), Art and Neuroscience Festival a Berlino (2020). A Maggio 2021 ha presentato la personale Io sono memoria presso la Galleria Curva Pura di Roma. Dal 2013 tiene corsi su come sviluppare i punti di forza individuali e professionali attraverso l’utlizzo della fotografia come metafora.
I suoi progetti sono personali, documentaristici e accompagnati da una lunga ricerca. Negli ultimi anni ha sviluppato un approccio più scientifico e sperimentale all’elaborazione delle immagini, un crescente interesse per l’uso del video ed una necessità di sconfinare in altre forme di espressione artistica. È l’ossessiva ricerca di impossibili risposte che determina, in maniera quasi naturale, il tempo lungo dei singoli progetti.

www.flaminiacelata.com
flaminia.celata@gmail.com
@flaminia_celata

Sara Palmieri è un artista visiva che vive e lavora a Roma. Si laurea in Architettura nel 2005 e per anni lavora come scenografa ed interior designer. Utilizza la fotografia come strumento principale per indagare la percezione di tempo e spazio, e come punto di partenza per mettere in discussione le forme della realtà, mostrare la fragilità delle sue certezze : attraverso l’introduzione di scultura, performance ed installazione sia nel processo creativo che nell’esposizione dell’opera finale, invita lo spettatore ad entrare in un nuovo possibile scenario, a rovesciare la prospettiva da cui osservare le cose e ad abbandonare i codici di riferimento abituali. I suoi lavori sono stati esposti a livello internazionale in festival e gallerie, tra cui Matèria Gallery, Plenum Gallery, Fotohaus ParisBerlin Gallery Arles, Fotografia Festival Internazionale di Roma, Istanbul Biennal, Athens Photo Festival, Focus Photography Festival Mumbai. Ha pubblicato due libri d’artista, M. e La plume plongea la tête per il quale, tra i vari riconoscimenti, ha vinto il Premio Marco Bastianelli 2016 come miglior libro fotografico italiano autoprodotto. Ha curato inoltre progetti editoriali come La pelle che ci separa, fanzine collettiva, e Così è se vi pare, scatola-gioco (2020). Nel 2018 è finalista del Full Contact Award SCAN Tarragona, e nel 2020 con il lavoro inedito La ligne d’eau è finalista del Prix Mentor e tra i vincitori degli Urbanautica Insitute Awards. Il suo lavoro è presente in vari magazine stampati ed online, inclusi The British Journal of Photography, Photoworks Annual, ed è parte di antologie collettive quali A Place Both Wonderful and Strange (Fuego Books).

www.sarapalmieri.com
info@sarapalmieri.com
@sarapalmieri1

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