Festival

EDIZIONE IX
PAESAGGIO FUTURO
Rappresentazione / Immaginazione

L’input poetico elemento portante del festival, lo scorso anno affidato alla poesia di Cesare Pavese, quest’anno è affidato alle parole di Giordano Bruno, che preferì bruciare sul rogo piuttosto che rinnegare la sua idea di spazio infinito e infiniti mondi.

Ed in questi libri particolarmente si può veder l’intenzion mia e quel che ho tenuto;

la qual insomma è ch’io tengo un infinito universo, cioè effetto della infinita divina potentia, perché io stimavo cosa indegna della divina bontà et potentia, che possendo produr, oltra questo mondo un altro et altri infiniti, producesse un mondo finito.

Sì che io ho dechiarato infiniti mondi particulari simili a questo della terra;

la quale con Pittagora intendo uno astro, simile alla quale è la Luna, altri pianeti et altre stelle, le qual sono infinite;

et che tutti questi corpi sono mondi et senza numero, li quali constituiscono poi la università infinita in uno spatio infinito;

et questo se chiama universo infinito, nel quale sono mondi innumerabili“.

Giordano Bruno
Venezia, il 2 giugno 1592, durante l’interrogatorio dell’inquisitore.

Vogliamo immaginare possibili scenari del paesaggio futuro: riflettere sul senso che il paesaggio assume nelle forme della rappresentazione contemporanea e la sua relazione con lo spazio e con il tempo.

Volgere lo sguardo ai vuoti del paesaggio presente e al riflesso delle immagini del passato, tra i silos, le spiagge fluviali metropolitane, i campi fotovoltaici, tra le colline eoliche e la bellezza spontanea della natura.

Interrogarsi  sul mistero della vita in una notte piena di stelle tra gli spazi residuali dei sottopassi, dei sovrappassi, tra i lotti edificabili in attesa di.

(Era ciò che immaginavamo come futuro?)

Avere consapevolezza del presente nello sguardo di chi raccoglie cobalto da versare nei paesaggi surreali dei videogiochi, viaggiare nelle pieghe dei deep dream, gli output dell’algoritmo, che fotografano cosa sognano le intelligenze artificiali.

(Negli occhi tecnologici dei replicanti i sogni si confondono con le nostre immagini?)

Contemplare la possibilità di cambiamento, di diversi futuri da quelli che il quotidiano sembra imporci con violenza, aprirsi a un possibile che ridisegni il necessario altrove. Considerare la possibilità di reinventarsi immaginando tutte le possibili declinazioni della differenza di genere.

(Lo sguardo futuro può prendere posizione pur nel fluire libero del tempo?)

Se nel mondo digitale la rappresentazione (che appartiene alla materia del presente, del qui e ora, sostanza finita, prestabilita, dominata dal potere dell’autorappresentazione) è affidata a un procedimento sistematico di calcolo che serve a risolvere un problema, è nei luoghi rimasti senza controllo e sorveglianza che sembra abitare la divinità in grado di rimettere in moto l’immaginazione e la poesia, strumenti senza i quali è impossibile immaginare gli infiniti paesaggi del futuro.

Castelnuovo Fotografia
IX Edizione
2
10 ottobre 2021

Rocca Colonna
Piazza Vittorio Veneto
Castelnuovo di Porto (Roma)

Giornate inaugurali
Sabato 2 ottobre: 10 – 13 / 15 – 20

Domenica 3 ottobre: 10 – 13 / 15 – 20

Weekend di chiusura
Sabato 9 ottobre: 11 – 13 / 15 – 19
Domenica 10 ottobre: 11 – 13 / 15 – 19

Durante la settimana le visite saranno riservate alle scuole e gruppi su prenotazione scrivendo all’indirizzo email:
castelnuovofotografia@gmail.com


Tutti gli eventi sono a
ingresso gratuito.

Staff

Direzione artistica
Elisabetta Portoghese – founder
Michela Becchis – storica, critica dell’arte e curatrice
Manuela De Leonardis – storica dell’arte, giornalista e curatrice
e con Marianna Fazzicuratrice, segreteria organizzativa

Comunicazione
Sasha Taormina

Art Director
Simone D’Angelo

Videomaker
Andrea Arena

Documentazione fotografica
Matilde Cenci

Organizzazione tecnica
Tommaso Bastianelli