FABIO CIRIACHI

Utopia

Se si considerano a posteriori i confini cronologici dell’utopia qui esposta si coglie come il tempo casuale delle piccole storie in essa accolte, per una sorta di intima analogia tra piccolo e grande, sia omogeneo col passo ben altrimenti solenne tenuto al contempo dalla Storia.

Torna, allora, che nelle venti immagini ascrivibili al tempo intercorso tra il 1968 e il 1990 ci sia il Festival dei Due Mondi di Spoleto del ’68, col montaggio della Spoletosfera, (014), il camminare per Spoleto di Michael Pergolani, Giuliano Vasilicò, Valentino Orfeo e Giancarlo Nanni (024) – tutti personaggi che occuperanno la scena mediatica e teatrale degli anni Settanta – l’immagine bizzarramente estiva di una convivenza (073), le foto di due comuni agricole (081, 097 e 625), la Roma e dintorni sia di strada che domestica (006, 064, 062, 122, 443, 448, 669, 679, 685), il Festival Teatrale di Nancy del ‘69 (183), la post-comune romagnola (481), la post-comune aretina (548), la Padova ricorrente come una città elettiva (328), per concludersi con gli abitanti di una piccola frazione montana della Toscana che vede a occhio nudo l’Umbria (302), dove la quotidianità  del loro immutabile permanere racconta, per contrasto, l’assenza delle persone che, provenienti da vari altrove, abitarono per nove anni in quelle difficili colline prima di lasciarle per continuare in altri luoghi la  ricerca di sé stessi.

Ecco, allora, che a considerare gli apici temporali di queste vicende, si nota come in quell’identico tempo della Storia, l’intero Occidente abbia conosciuto la messa in discussione di molti suoi valori fondanti fino ad arrivare alla crisi dell’URSS dell’89 e alla caduta del muro di Berlino, nel ’90, con tutte le conseguenze che, da lì, gettano ancora una luce sinistra sulle molte difficoltà dell’oggi.

Nato a Roma nel 1944, Fabio Ciriachi lavora come fotografo freelance dal 1968 al 1972. Trasferitosi in una comune agricola, l’attività diventa occasionale. Pubblica foto su Fotografare, (1971), e su Fotografia Italiana, (1972). Sue foto di Paradise now, del Living Theater, sono presenti nel libro collettaneo The Living Book, (Mazzotta, 1971). A inizi 1972 espone le foto di Appunti per un’indagine sulla città in una galleria di Trastevere. Nell’84 tiene una personale, Il lato freddo, presso le Logge Vasari, ad Arezzo. Nel ‘90, presentato da Sebastiano Porretta, espone foto da Il lato freddo presso una galleria nel rione Monti. Nel 2024, la galleria Rosy Boa di Arezzo ospita le foto di Retrovisioni, la bellezza dell’ordinario. Poeta e scrittore, ha al suo attivo molte pubblicazioni.